« Basta... »
lunedì, 12 ottobre 2009;19:23

Una vita.
Una vita che mi sento dire che sono una deficiente, che sono handicappata, che sono malata, che sono pazza, che sono idiota, che non combinerò mai niente. Che sono handicappata, di nuovo, perchè probabilmente è la cosa che mi ha ripetuto più volte in quasi ventuno anni di vita.
Dalla persona che, forse, sarebbe dovuta essere l'unica a rimanere al mio fianco. a volermi bene nonostante tutto, anche se lo fossi stato veramente, handicappata. Dalla persona che mi ha messo al mondo e avrebbe dovuto solo amarmi.
Invece continua a ripetermi quanto gli faccio schifo, quanto profondamente si vergogna di me.
Quando mi metto una maglietta leggermente più scollata, una gonna leggermente più corta.
Quando esco per il paese con le scarpe da tennis invecchiate.
Quando sto al pc, quando leggo, quando guardo la tv, quando gioco, quando mi chiudo in camera, quando dormo, quando faccio qualsiasi cosa che non sia pulire casa.
Quando sono spenzierata.
Gli faccio schifo.
Sono handicappata.
Io lo so, di non essere la figlia che avresti desiderato.
Non sono tutta "casa-e-chiesa".
Non sono ordinata e pulita quanto te. Non noto se a terra è sporco, non noto se il lavandino del bagno ha bisogno di una ripulita, non vedo se c'è polvere sulle superfici.
Non ho avuto la carriera scolastica dei tuoi sogni, con cui ti saresti potuto vantare con i tuoi amici.
Non faccio niente, dalla mattina alla sera, almeno secondo i tuoi canoni.
Non esco con i ragazzi del mio paese, anzi li trovo piuttosto antipatici, per non dire ignoranti e volgari.
Esco solo a palermo, mi diverto con i miei amici, che ancora non ti ho presentato.
Mi odi.
E' questa la sensazione che mi dai.
Perchè sono pazza, malata e handicappata. Perchè ti faccio schifo.
Ti faccio così schifo da non meritarmi nessun sentimento da parte tua, nemmeno la rabbia.
E io vivo nella paura.
Nel terrore che tu torni a casa e.... un'altra volta, in un impeto di rabbia per l'ennesima stronzata.
Come posso vivere così?
Sto imparando cosa vuol dire impazzire lentamente.
Sto imparando cosa vuol dire essere al limite, in bilico, giorno dopo giorno.
Sto morendo.
Nonostante tutto, nonostante i miei tentativi di resistere, giorno dopo giorno, sto morendo.

Ha scritto DarkCrysalis in lacrime, sfoghi, paure, padre
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young girl, don't cry.

« Mi dispiace. »
mercoledì, 30 settembre 2009;22:31

Vorrei poterti chiedere scusa per tutto, per come mi sono comportata, per come ho agito, per come sono andate le cose, anche se, veramente, a tutt'ora non riesco a trovare veramente molto di cui rimproverarmi. Vorrei chiederti scusa per davvero, e non solamente in un sogno.
Vorrei avere il coraggio di farlo.
Ma lo sai, mi conosci: non ce l'ho.
Ti vorrei chiedere scusa ogni secondo di ogni giorno. Vorrei avere altri cinquant'anni da vivere assieme, e in ogni secondo di questi cinquant'anni ti chiederei scusa.
Ma forse mi basterebbe un giorno.
O un solo secondo.
Chiederti scusa, e poi, se vuoi, sparire.
Vorrei avere il coraggio di fare tutto ciò.
Mi faccio del male da sola, pensando a tutte queste cose.
Dovrei sforzarmi di andare avanti. E' questo che si fa in questi casi, no? Si va avanti. Il tempo cura tutte le ferite, dicono. Ma non ci ho mai creduto molto. Ci sono ferite che non si curano mai. Che continuano a sanguinare, dopo giorni, mesi. Anni.
Vorrei curare questa ferita. Ma ho paura, terrore, che il tentativo di ricucirla strapperebbe la mia pelle in altri mille squarci ancora più dolorosi, più profondi, più incurabili.
Perchè al dolore ci si abitua. Non passa: semplicemente ci si abitua.
A vivere soli ci si abitua.
Alla mancanza di un sorriso, di una presenza, ci si abitua.
Anche quando ti sogno e mi sveglio piangendo, o sul punto di.
Anche quando resto immobile, e penso a quanto sarebbe bello se tra noi non fosse cambiato mai nulla.
Ci si abitua.
Anche quando non si vorrebbe.
Ci si abitua.
E forse mi crogiolo, un po', in questa nostalgia, nei ricordi dolorosi, nel ripercorrere scene che appartenevano a noi, solo a noi. Perchè è tutto quello che di te mi resta.
Di quel "noi", che prima era tanto scontato, per tutti e due, ma che in qualche modo che non capisco completamente è sparito.
Ok, ok, per colpa mia, principalmente.
Ma anche tu ci hai messo la tua, sai?
No, non voglio giocare a rimpiattino con le colpe.
E non so nemmeno dove voglio arrivare.
Mentre scrivo, una parte di me - la parte più debole, ok, ossia una grande fetta di me - è terrorizzata dal fatto che tu possa leggere. O che lo legga qualcun altro che te lo possa riferire. Un'altra parte ci spera. Perchè così, un po', sarebbe come se te l'avessi detto.
In un modo vile, stupido e infantile, ma te l'avrei detto.
Quello "scusa" che mi brucia in gola da mesi ormai.
E...
Bhè, niente.
Non credo che si possa tornare indietro.
Cioè, è ovvio: non si può tornare indietro. Non a prima prima.
Ma a prima e basta, forse....
Non lo so.
Non credo.
Ho paura di farmi male, di farci male.
E' per questo che resto immobile, quando penso a te, e non faccio nulla, tranne scrivere stupidi post che in parte spero che tu legga, in parte spero proprio di no, cazzo.
Chissà se riderai di me.
Chissà se mi riterrai un'idiota.
Oh, bhè, sicuro: in fondo lo sai perfettamente che sono un'idiota.
Un'idiota terrorizzata.
Mi dispiace, che con la mia paura, la mia debolezza ho rovinato tutto.
Cerco di difendermi continuando a ripetermi e a ripetere "Oh, cazzo, io ho fatto il possibile!", ammantandomi di rabbia e fastidio.
Ma probabilmente non è vero.
Ho fatto il possibile di quello che rientrava nelle mie poche capacità, il che probabilmente è molto poco. Avrei dovuto tentare di fare l'
impossibile. E ci ho provato, ma temo di essermi fermata un attimo prima di riuscirci.
Forse è meglio così.
Forse sarebbe successo comunque, prima o poi.
Insomma... persino will e grace sono si sono parlati per vent'anni, no? Magari tra vent'anni ci ritroveremo.
Ok, la smetto con le idiozie.
Mi dispiace.
Sono una debole, una codarda, una vile.
Mi dispiace.
Ti ho voluto bene, ti voglio bene, ti vorrò sempre bene.
Mi dispiace.
Non riesco a dirtelo in faccia.
Mi dispiace.
Mi sto rendendo patetica...
E mi dispiace.
Non voglio che tu legga tutto ciò.
Se davvero sei passato e leggi, magari fermati un po' prima, ok? Tipo.. al primo rigo.
E' un po' troppo personale.
E, lo sai, ho sempre avuto un piccolo blocco nell'aprirmi completamente.
E anche tu.
Altrimenti non saremmo arrivati a questo punto.
Ho il terrore, di cosa sarebbe successo, di cosa potrebbe succedere, di cosa succederà.
Ho il terrore di tornare a parlarti, ho il terrore di restare sola per sempre.
Ho il terrore che se torniamo a parlarci, soffriremo di nuovo, di più. Non so quanto sia giusto, continuare a farci male. E' per questo che mi sono battuta in ritirata.
Non sono mai riuscita veramente ad affrontare le cose che mi facevano paura.
Sì, bhè, sono una fallita sul fronte della vita, vero?
Ecco, non so dove volevo andare a parare.
Volevo solo dire che mi dispiace.
Addio.

Ha scritto DarkCrysalis in pensieri, lacrime, sogni, sfoghi, idiozie, solitudine, paure, sbagli
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young girl, don't cry.

« Un'altra cosa che ho perso - Articolo 31 »
martedì, 29 settembre 2009;21:54

Sei un'altra cosa che ho perso,
che mi e' scivolata, che mi e' caduta
io c'ho provato ma non ti ho tenuta,
vabbe' pazienza credimi posso farne senza
sei gia' un ricordo in dissolvenza e non fai differenza
con tutto quello che ho perso senza rendermene conto
come ogni volta che perdo un tramonto il giorno dopo affronto
lo stesso, magari piove come adesso
e ho perso l'ombrello ed il cappello
ma il bello e' quello, e' il duello che ogni minuto ho fatto con la vita
e quando la sorte mi si e' accanita contro e pronto
dovevo trovare veloce una via d'uscita procurandomi qualche ferita
che non si chiude e ancora brucia,
ma fa niente e' solo un'altra cosa persa
o qualche volta un'altra cosa data e dopo tolta
all'improvviso, senza preavviso,
che rende inferno cio' che era paradiso.

*   *   *


Ore passate a misurare dolore,
dolore di testa, dolore di occhi, dolore di cuore
dolore d'anima, di sangue, di ossa
ma cio' non vuol dire che non possa darmi una scossa
in fondo e' solo una scommessa che ho perduto
una promessa a cui ho creduto e che non hai mantenuto
gia', basta non perdere la dignita'
almeno curandola un po' con un bicchiere pieno
come le tue frasi, adesso tutte perse come un mazzo di chiavi
tu che cercavi,
parole per farmi capire che eri pulita
ma per finire poi sei riuscita,
a perderle come 100 Lire
e adesso credimi non ne voglio piu' sentire
voglio guarire,
guardando l'altra faccia di te che ho scoperto
pensandoti solo come a una cosa che ho perso.

*   *   *


Ho perso treni e aerei
piu' d'una volta il portafoglio
ho perso indirizzi, soldi ma mai l'orgoglio
il che e' una sbaglio se mi fa perdere l'autocontrollo
pero' non mollo c'ho fatto il callo e resta in ballo
e' un'altra cosa uscita dalla mia vita che presto o tardi
verra' sostituita, in un futuro dove tu sarai passato remoto
cancellato, dimenticato, sarai una foto
buttata sul fondo di un cassetto chiuso
coperta da qualche maglia che non uso
e disilluso,
ci provero' ad odiare
se non ci riusciro' a mio malgrado dovro' amare,

ma mai come cura per un vuoto da colmare
e non mi scrivere non mi chiamare, non mi pensare
perche' da oggi un'altra cosa cerco e sono certo
sara' diverso, da quella cosa che ho perso.




... o no?

Ha scritto DarkCrysalis in testi canzoni
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young girl, don't cry.

« Le leggi che mi hanno cercato di inculcare da quando sono nata »
mercoledì, 23 settembre 2009;22:18

Il primo insegnamento che ricevi crescendo in casa mia, da mio padre, è: non ti fidare mai del prossimo. E mai vuol dire mai. Non importa quanto lui/lei possa essere importante per te, non importa quanto le sue parole siano ripiene di affetto, quanto i suoi sorrisi genuini, i suoi occhi gentili, il suo comportamente appaia sincero. Non importa quale e quanto profondo sia il legame che vi lega. Non ti fidare del prossimo. Mai. Se c'è un indizio su un milione che va contro la sua sincerità, sospetta. Se c'è una minima traccia di sospetto, dubita. Se hai un briciiolo di dubbio, fatti rivestire di paranoie. Non credere mai, mai a nessuno di coloro che ti circonda. Sei solo contro tutti.
Il secondo, diretta conseguenza del primo, è: fai al prossimo quello che pensi lui vorrebbe fare a te, quantomeno fallo finchè questo rispetta le leggi dell'autorità costituita e generalmente riconosciuta. Il che vuol dire inganna, menti, sii ipocrito. Spargi veleno ricoperto di miele. approfitta delle debolezze degli altri, delle amicizie trasversali e delle opportunità celate, anche a spese degli altri. Pretendi sempre, da solo lo stretto indispensabile per continuare a pretendere. A volte anche meno.
Il terzo, diretta conseguenza del secondo, è: giudica il prossimo. Disprezza. Valuta le persone in base alla qualità dei vestiti, la pulizia della suola delle scarpe, la piega dei pantaloni, l'ordine del colletto della camicia, il costo della macchina, il rendimento scolastico dei figli, il lavoro che fa, la grandezza della sua casa, la qualità dei suoi soprammobili, la grandezza della sua tv, il numero di cd originali, il possesso di decoder, digitale terrestre, sky, antenna satellitare, i libri che legge, i programmi che guarda, le idee politiche, le idee religiose, le idee sociali.

Ha scritto DarkCrysalis in famiglia, padre
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young girl, don't cry.

« Per Ora »
domenica, 20 settembre 2009;23:22

Per ora, leggo tutto il giorno. Passo le mie giornate con il naso incollato tra pagine colme di parole che descrivono vite più o meno false ed inverosimili, seduta sulla sedia davanti il monitor del pc. Sto al pc e leggo, leggo e sto al pc, perdo tempo con gli stupidi giochini di facebook. Ogni tanto ascolto musica, ogni tanto interrompo le storie degli Altri e faccio partire le storie mie. Per quanto variate, l'incontro nella mia mente ripetuto infinite volte con gli amici dell'infanzia, perduti nei ricordi di false fantasie, è confortevole, caldo e rassicurante. Aiuta ad andare avanti.
Quando mio padre comincia a rimproverarmi per la stronzata di turno, abbasso leggermente il libro, senza togliere le mani dalla copertina mi stiracchio le braccia, resto in silenzio e con lo sguardo fisso nel vuoto finchè non la finisce e se ne va in camera sua. A volte anche dopo. A volte ha ragione a pretendere da me qualche cosa, ma ciò non toglie che mentre sono immersa in sentimenti non miei, la sua voce mi da fastidio. E per una volta, una volta soltanto nella vita, mi piacerebbe che mi chiedesse per favore. Renderebbe tutto più facile, più bello, più tranquillo.
Mando curiculum un po' ovunque. Curriculum idioti, vuoti e privi di significato, come può essere qualsiasi curri
culum di qualsiasi ventenne che non ha mai avuto esperienze lavorative, perchè se provava a decidere di affrontare un qualsiasi colloquio e suo padre lo veniva a sapere glielo mandava in fumo, glielo vietava. Per questo non mi aspetto mai molto da ogni curriculum che mando, le uniche risposte che mi aspetto sono quelli dalle aziende-truffa come quella dell'altra volta. E non sono così disperata.
Rimando le mie responsabilità. Non rispetto gli impegni, mi comporto come la bambina viziata che in fin dei conti sono. Rimando, rimando. A domani, dopodomani, mercoledì, giovedì, settimana prossima,
mese prossimo. Sono irresponsabile, una pessima persona. Tralascio gli impegni presi, non rispondo alle email, agli sms, ai saluti.
Quando esco sorrido, bevo e stringo mani. Rido, chiacchiero, scherzo, mi diverto. Tutto si ferma. L'impalcatura fatta di preoccupazioni, stress, fastidio, sofferenza, tristezza, pesantezza, stanchezza, noia, perdizione, crolla, e resto soltanto io. Io che voglio restare così, tranquilla, solare, allegra. Ma non sempre posso esserlo.
Per ora.
Per ora sopravvivo.

Ha scritto DarkCrysalis in parole, pensieri, lavoro, frammenti di vita quotidiana, sorrisi, solitudine, paure
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young girl, don't cry.

« La vita è bella »
lunedì, 07 settembre 2009;11:41

Perchè tanto spesso ci dimentichiamo di quant'è bella la vita?
Perdiamo tempo a lamentarci, a concentrarci sulle cose brutte e tristi, sui problemi, sugli ostacoli, sulle sofferenze.
E ci dimentichiamo di quant'è bella la vita, quant'è bello il mondo.
"Ci sono più cose belle in terra che stelle in cielo", non so chi l'ha detto, ma è così.
Ci sono i sorrisi, le risate e le lacrime, sì, anche quelle. Ci sono le mani fatte per stringersi tra di loro e le dita fatte per intrecciarsi, mentre si cammina fianco a fianco. Ci sono le braccia fatte per abbracciarsi e stringersi forte l'uno all'altro, fino al punto di farsi male, ino al punto di non capire più dove finisco io e dove cominci tu, e di chi è il battito che sento forte scontrarsi col mio petto. Ci sono gli imbarazzi, i silenzi e i rumori. La musica, il vento, la pioggia. Le foglie, gli alberi, i
fiori, le nuvole, il cielo azzurro e il cielo nero, notturno, i nuvoloni all'orizzonte, gli uccelli che cinguettano la mattina presto, i gatti che miagolano per strada. Ci sono i film, i cartoni animati, i fumetti, i libri, i cd, i concerti. Ci sono le persone che prendi in giro per strada solo perchè sono diverse, ma ti permetti di farlo perchè tanto non le conosci nè le conoscerai mai, e mai sapari cosa c'è dietro quell'apparenza e sta bene così, dopotutto nemmeno loro sanno cosa c'è dietro di te. Ci sono gli occhi da guardare in profondità. Ci sono gli amici, i conoscenti e anche gli sconosciuti con qui parlare da dietro una birra ghiacciata. C'è la birra, l'assenzio e le sigarette. C'è il mare la notte, della temperatura perfetta, la luna e le stelle. La neve in inverno, la pioggia da osservare da dietro una finestra rigata, con indosso tre maglioni della nonna. C'è il sushi. C'è la musica classica, la musica rock, metal, rap, e poi c'è J Ax. C'è lo stare da soli e lo stare in compagnia. C'è l'arte, la letteratura, i quadri, i colori. C'è la spenzieratezza e, sì, anche la riflessione. Ci sono i sogni. Ci sono i materassi e i cuscini. Ci sono le pagine ingiallite dal tempo. Ci sono le macchine fotografiche, le fotografie e le miliardi di cose da fotografare. Ci sono i quadernetti da portare in giro e su cui annotare qualsiasi stronzata. Ci sono le telefonate lunghe ore che iniziano con una lacrima e finiscono con un sorriso. Ci sono i parenti. I genitori, i fratelli, gli zii e i cugini. Ci sono le persone che ti vogliono bene e quelle a cui vuoi bene tu, che per quanto ti possono fare male gli vuoi sempre bene, sempre. Ci sono gli oggetti che ricordano sempre qualcuno o qualcosa. Ci sono i desideri, i viaggi, i treni, gli aerei, mille città da visitare, mille monumenti da conoscere, mille musei da scrutare. Miliardi di cose che non conosci e non conoscerai mai. C'è l'amore, e c'è anche l'odio. C'è la speranza, e la disillusione. Ci sono le strade, fatte per essere percorse, anche quelle buie e tetre che sembrano non portare da nessuna parte. Ci sono le case da costruire, da arredare e da immaginare. Ci sono i bambini, gli occhi grandi e i sorrisi aperti. Ci sono gli animali e gli insetti. Ci sono i profumi. Ci sono le stagioni. Ci sono le feste, i regali, quelli dati e ricevuti. C'è il cibo, c'è la cioccolata, il mcdonald e il cinese. C'è l'aria pulita, l'acqua limpida, le montagne altissime, gli alberi antichi. Le albe e i tramonti.
C'è il mondo.
C'è la vita.

Ha scritto DarkCrysalis in citazioni, pensieri, sorrisi
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young girl, don't cry.

« A che punto siamo? »
domenica, 06 settembre 2009;13:34

Dovresti capire quanto sei importante per me solo per il fatto che, per la prima volta probabilmente in vita mia, ho affrontato il discorso di persona, mettendoci la voce con tutte le sue inflessioni addolorate, le lacrime, i sospiri, i singhiozzi, rendendomi vulnerabile al telefono con te anzichè nascondermi dietro un'email o un messaggio o una lettera, che è sempre stato l'unico modo in cui sono riuscita ad affrontare le cose che mi facevano male. Mi sono resa vulnerabile, quando la difesa è sempre stato il mio unico stile di vita, il nascondere il mio dolore, la mia angoscia, così come l'affetto e l'amore, l'intensità dei sentimenti che mi travolgono. Perchè troppo facilmente se li riveli ti si possono ritorcere conto. Eppure, anche se ero terrorizzata da tutto ciò, non ho esitato a chiederti di parlare al telefono, anzichè dirti cosa c'era che non andava via messaggio.
Questo fa riflettere anche me. A che punto sono arrivata? Non me ne ero resa conto, non del tutto.
Mentre mi ripetevo il discorso a lungo architettato in mente, immaginandone pause, silenzi, inflessioni e parole, non capivo.
Mentre cercavo di soffocare il dolore e la rabbia, aspettando che tu mi spiegassi, non capivo.
Quando ho iniziato a parlare, o almeno ci ho provato, perchè era così dannatamente duro e sono riuscita solo a restare in silenzio e a emettere qualche singhiozzo strozzato, prima di riuscire a balbettare, tra le lacrime, finalmente, parte del discorso che mi ero tenacemente preparato, ancora non capivo.
E quando le spiegazioni sono arrivate, la tua voce, così sincera, la tua preoccupazione e, anche, il tuo dolore, non capivo.
Quando mi hai fatto ridere, mentre ancora le lacrime si asciugavano sulle mie guancie, e io lentamente mi calmavo, il cuore cominciava ad andare ad un ritmo normale, gli occhi tornavano asciutti, la mente si rilassava, tutto tornava regolare.
Non capivo.
L'ho capito solo ora che ho iniziato a scrivere, pensando che lo dovresti capire tu.
E invece l'ho capio io.
A che punto sono arrivata?
Miei Dei, fa paura. Soprattutto ora.

Ha scritto DarkCrysalis in pensieri, amore, lacrime, frammenti di vita quotidiana, confusione, paure, cambiare
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young girl, don't cry.

« Stiamo tutti dormendo. »
venerdì, 04 settembre 2009;08:09

Mi sono appena alzata, e prima di fare qualsiasi altra cosa mi devo annotare il sogno che mi ha appena portato a questo risveglio a dir poco sconvolgente.
In questo sognoo sono a letto, in un pacifico stato di dormiveglia. Sul comodino accanto a me, i miei vecchi tarocchi, perchè ieri sera Marco mi aveva chiesto di portarli stasera e leggerglieli, e io prima di andare a letto me li ero preparati. Improvvisamente, nel buio totale della mia stanza, una sensazione spiacevolissima mi coglie, e comincio a tremare come una foglia quando capisco che c'è qualcosa nella mia stanza con me, e non è per niente buono. Afferro i tarocchi come se fossero un qualche amuleto di protezione e me li stringo al petto, anche se non serve a nulla: la sensazione si ripete, immensamente più forte, estremamente spiacevole e dolorosa. E' come se quel qualcosa mi parlasse, mi dicesse che ha bisogno di me - dei miei tarocchi, forse? - per essere liberato. In preda al terrore mi alzo, spalanco la porta della mia stanza: buio pesto e notturno mi accoglie. Strano, eppure mio padre è uscito per lavorare solo pochi minuti fa. Allora provo ad accendere le luci, ma la corrente non c'è. Inciampo in qualche cosa mentre la sensazione si ripete, mentre lo spirito in qualche modo si fa più potente, più pressante. "Che spaventoso potere", penso, immaginando di chiedergli il motivo per cui, se è dotato di questi poteri, se ne vuole andare da questo piano astrale. Succede qualcos'alro, tipo che mio padre è con mio fratello in balcone a sistemare delle cose, e non è uscito per lavorare, ma improvvisamente mi sveglio, nel mio letto, pochi minuti dopo che mio padre è uscito per lavorare, nel buio rassicurante della mia stanza. Tiro un sospiro di sollievo, sorridendo al buio e dandomi della stupida, perchè era solo un sogno... ma mentre sorrido, la sensazione si ripete, anche se immensamente più debole, in me. Come se mille dita sottili dotate di artigli accuminatissimi trapassassero il lenzuolo e il pigiama e mi accarezzassero con lasciva malvagità la schiena nuda. E capisco che è tutto vero: il fantasma, o spirito che sia, è per davvero li.
Mi alzo nuovamente in preda al panico, e la casa è come nel mio sogno: buia, notturna, invernale. Le luci non funzionano, ma cerco mio padre, certa che debba essere qui, come nel sogno. E lo trovo, in giardino a spalare fango. Mi viene da piangere per il sollievo, come se fossi ancora una bambina e come se la presenza del papà possa risolvere tutto. Mi dice qualcosa che mi fa tornare dentro il terrore.
E il quel momento, di nuovo, mi sveglio. Nel buio della mia stanza, mi stringo al cuscino in preda al terrore, prima di rilassarmi prima di rendermi conto che questa volta è vero che mi sono svegliata. La sensazione è troppo reale, troppo dettagliata per essere nuovamente parte di un sogno. Mi alzo... e ancora una volta la casa è imprigionato nel buio di una notte senza fine, e le luci non funzionano. Questa volta, nella razionalità della veglia, faccio per dirigermi verso gli interruttori generali, pensando che durante la notte ci sia stato un temporale e che le luci siano saltate.
Ma, prima di arrivarci, mi sveglio di nuovo.
Un po' scocciata da questa cosa, chiedendomi che cavolo sta succedendo - stiamo forse giocando? - resto sdraiata a letto, riflettendo sulla bizzarria di questo sogno che sembra finire e non finisce. Epppure la sensaziione di svegliarsi era così vera... bhè, comunque, ormai sono sveglia, è ovvio: non so prima - a volte i sogni danno sensazioni così realistiche - ma ora lo sento che il mio corpo è attivo, la mia mente è vigile. Faccio per accendere la luce della mia stanza prima di alzarmi, ma il bottone viene ammaccato a vuoto, senza dare risposte. "Cazzo, sì è fulminata di nuovo", penso. Allora mi alzo, e provo le altre luci: niente da fare. La casa è illuminata esclusivamente da una fioca luce lunare che trapela dalle finestre. Vado all'interruttore generale e questa volta lo raggiungo: ovvio, questa volta è vero, sono sveglia. Apro lo sportellino, vado per sollevare le levette... ma sono già sollevate. E qualcosa sta strisciando ai miei piedi. Abbasso lo sguardo e vedo che sembra una bambola di stoffa privata del suo contenuto. E sta strisciando. Provo a calciarla via, lontano da me, ma mi si avvinghia alla caviglia, mentre il terrore fluisce libero e denso dentro di me...
E mi sveglio.
Dagli spiragli della porta entra un sottile raggio di luce. Giallo, intenso, mattutino. Mi alzo in fretta e faccio per accendere la luce... e si accende. Resto terrorizzata, qualche istante, spaventata dalla possibilità di trovarmi ancora all'interno di un sogno. Ma è tutto ok.
E sono venuta qui.
Anche se più tardi credo che tornerò a controllare se ho scritto per davvero tutto questo.

Ha scritto DarkCrysalis in sogni
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young girl, don't cry.

« Patetica »
domenica, 30 agosto 2009;23:10

Poco fa, tra i post sul blog di un'adolescente psicolabile in crisi esistenziale, le pagine di "L'arte della guerra" di Sun-Tzu, tra i pensieri e le foto che sistemo per/su/di deviantART, tra un sms e l'altro e una mano a quella diavoleria che è trasure mania su facebook, mi è venuta una voglia indominabile di scrivere.
(E si, per chi se lo stesse chiedendo, facevo tutte quelle cose più o meno in contemporanea, ma che ci volete fare, dopotutto sono una donna e, come dice Marco, sono bravissima a complicarmi la vita da sola)
Ma non qui, nè ora.
Avevo voglia di trovarmi seduta su un prato verde umido di rugiada, il sole alto e cuocente, un cappellino in testa per ripararmi dai suoi raggi, le gambe incrociate, un quadernino tra le gambe e lìio a buttare pensieri uno dopo l'altro.
Perchè quando ci si trova in quelle situazioni, sono i pensieri e le parole migliori che ti possono venire fuori.
E perchè è davvero un pezzo che non scrivo nulla di quello che vorrei scrivere.
Perchè sono sempre alla ricerca di qualche cosa di acuto da dire, qualche frase arguta da far leggere al popolo del web di cui non mi fotte assolutamente un cazzo se lo considerino veramente tale o meno. Perchè mi piace rileggere le mie parole e pensare "Ma guarda, questa è davvero una cosa intelligente".
Peccato che non mi vengono mai questo tipo di frasi.
Perchè lentamente mi rendo conto, dopo anni trascorsi avvolta nel bozzolo della mia vanità e altezzosità, che non sono affatto intelligente, tantomeno più intelligente degli altri. Non ho la cultura che hanno le persone che mi stanno intorno, e sì, so parlare un po' di tutto, ma questo è più che altro perchè sono disposta ad ascoltare chi parla di tutto e sono ancora abbastanza in gamba ad assorbire informazioni e personalità come una spugna.
Ma non sono affatto una persona intelligente.
Forse lo sarei potuta essere, se avessi avuto la costanza di approfondire ogni mio interesse - o almeno un paio di essi, e che cazzo - invece resto un'adolescente qualunque (o forse ormai post-adolescente?) appassionata di filosofia, letteratura, psicologia, sociologia, mitologia, arte, disegno, fotografia, musica, politica, astrologia, religioni, culture straniere, giapponese, eccetera, ma che in realtà non sa veramente un cazzo di nessuna di queste cose e non sa nominare veramente una di queste cose.
Insomma, sono patetica.
Eppure, eppure, io mi piaccio così: mi piace avere mille interessi, anche se coltivati poco, anzichè uno solo.
Preferisco leggere di tutto che passare la giornata davanti alla tv.
Preferisco saper citare le canzoni di J Ax, le cazzate scritte su un blog di una sconosciuta e Stephen King, piuttosto che conoscere tutti gli attori, i cantanti, i presidenti e i politici di prima che nascessi.
Preferisco conoscere le teorie di Asimov sull'evoluzione che quelle di un qualsiasi politicuncolo sulla nostra situazione economica.
Preferisco parlare di filosofia, tecniche di pittura e fotografia, che discutere sull'ultima puntata del Grande Fratello.
Insomma, dopotutto forse non sono così patetica.
Torno a pensare che lo siano gli altri.
(Sì, lo so che ultimamente i miei post sono deliranti e non seguono un filo conduttore e alternano vuoti spaziali a una quantità impressionante. Per ora mi ispira così, in fondo ho ripreso a farmi guidare semplicemente dalle sensazioni)

Ha scritto DarkCrysalis in parole, pensieri
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young girl, don't cry.

« Fuggire... o no »
domenica, 30 agosto 2009;18:20

Sono nata vittima di una fuga incosciente, cresciuta scappando da un posto all'altra, nutrita della convinzione che a volte basta andarsene per cambiare tutto, divorando pagine di libri che parlavano di viaggi nel mondo e in sè stessi per trovare la pace, la felicità, la serenità dopo giorni di travagli, dolori e angoscie senza fine.
Ho sempre sentito un unico sentimento, nel mio cuore, un'unica consapevolezza: quella di dover fuggire. Da questa vita, da questo paese, da questa casa, da questo mondo, e principalmente da me stessa. Perchè non mi sono mai trovata veramente bene con me stessa, lo capisco solo ora: non era il mondo ad essere storto, ero unicamente io. Io che avevo qualcosa di contorto e io che volevo abbandonare me stessa, nient'altro.
Di quando avevo dieci anni non ricordo nulla, ma ricordo che ero sola.
Come a undici, dodici, quattordici, sedici, diciotto.
La solitudine era l'unica costante della mia vita - che cosa originale.
E desideravo solo andarmene da una vita dentro cui mi sentivo ristretta, rifugiarmi in un mondo diverso che mi avrebbe confortato come la coperta di Linus, fuggire da una me che non sentivo del tutto a posto e che sentivo totalmente inadatta.
A vivere, ad andare avanti.
Adesso, il desiderio di andarmene permane.
Ma non da me stessa. Da tutto il resto.
Da questa casa, ma non da questa vita.
Da questo paese, ma non da questo mondo.
Mi sto bene io, mi sta bene la mia vita.
E, paradossalmente, non mi sento più bene.
Giro per il mondo con la borsa piena di cianfrusaglie - una torcia tascabile, un cavatappi a forma di navicella spaziale, un coltellino, un'agenda attrezzata di penna, pagine bianche da riempire, e pagine scritte da leggere - come se in ogni momento potessi prendere e andarmene.
E potrei farlo davvero. E' forse questa consapevolezza che mi spienga a rimanere.
E il fatto di cui ieri sera mi sono finalmente resa conto,che si è acceso nella mia mente come una lampadina in una notte buia: io voglio restare. E' inutile che do la colpa a legami sentimentali, alle persone e alle cose: io voglio restare.
Andarmene di casa, farmi la mia vita, ma restare.
Qui. Con me. Con Carmen.


Ha scritto DarkCrysalis in pensieri, libertà
commenti

young girl, don't cry.

[Parole di Nessuno]
About Me

Descriversi è impossibile, si sa. Eppure tutti ci affanniamo a farlo. Così come tutti ci affanniamo a capirci un po' di più, come se questo per davvero potesse migliorare il nostro tenore di vita. Spiacente, non amo valutarmi allo specchio. Non più ormai. So chi sono, ossia: so che sono una ragazza di vent'anni, che assolutamente non sa nulla del mondo e di sè stessa. Un po' come diceva il compianto Socrate, "So di non sapere".
Bhè, sì, la filosofia spiccia è sempre stata una gran cosa.
Le cose, poi, stanno così: sono una delle tante persone che vagano tra le lande dei pensieri senza mai sostare, senza sapere quale sarà la meta del domani. E sono una di quegli adolescenti che non sanno cosa saranno in futuro, lo dichiaro senza problemi. Io non so più chi sarò, perchè non so più chi sono. E allora continuo questo viaggio nell'inconsapevolezza, forse proprio per questo gustandomelo più che mai.
E il titolo di questo blog, [Parole di Nessuno], assume un nuovo e più ampio significato. Non sapendo più chi sono, non sono veramente Nessuno. e così, alla ricerca di me stessa, mi perdo in vani soliloqui senza significato.

Love and hate
Amore, Odio... che parole senza significato vero e proprio. Risplendono nel buio sentiero della vita come stelle ingannevoli, mentre non sono che pallidi riflessi di lampioni terrestri, dotati della forza che solamente noi sappiamo dargli.
  • Amo me stessa, nulla di più. Le mie passioni: i libri, le spade, il giappone, la letteratura, la filosofia, la mitologia, la psicologia, la sociologia. Amo pensare, riflettere, sognare, stare sdraiata sul letto ad osservare il soffitto e fantasticare su improbabili storie d'avventura. Amo la vita, vivere, sorridere, cantare, gridare, giocare, bere, fumare, correre, dormire, leggere, viaggiare, parlare, ascoltare. Quante cose che amo, eppure non sono ancora in grado di dire questa parola ad alta voce, riferendomi a me, ai miei sentimenti, alla mia persona... alle persone che amo. E che non lo sapranno mai.
  • Odio il sole, la luce, il giorno, il boicottismo, il bigottismo, il perbenismo, il proibizionismo, le regole insensate, la maggior parte delle persone, il freddo, la stupidità, l'ignoranza e la rozzezza. Odio quando le persone non capiscono, quando si fissano sul loro punto di vista e si rifiutano di capire, quando pretendono di essere gli unici possessori della sacrosanta verità. Odio essere incapace di esprimere come vorrei le mie opinioni, i miei sentimenti e i miei pensieri, e restare immobile a lasciarmi giudicare come una bambola senza sentimenti.
    Leggendo


    I Wish...
    Andare in Giappone (direi non fattibile per i prossimi dieci o quindici anni)
    Andare a Londra (magari per l'anno prossimo, dai....)
    Andare di nuovo alla Lucca Comics (per quest'anno mi sa che è saltata...)
    Andare ad un concerto di J Ax (se si decidesse a venire in Sicilia, grrrr...)
    Imparare il Giapponese (prima o poi...)
    Decidere cosa cavolo fare della mia vita (AHAHAHAHAHAH)
    Trovare un lavoro...
    Trovare il modo di andare a vivere da un'altra parte (che è ben diverso da "andare a vivere da sola")
    Una Reflex (tutta colpa di Marco, non ho mai avuto la pretesa di possedere un così elegante e professionale attrezzo fotografico, finchè non me ne ha parlato lui... XD)
    Migliorare la mia tecnica fotgrafica (praticamente inesistente), magari con un corso professionale
    CD di J Ax Rap n' Roll e Deca Dance
    Action figure Elle (Death Note)
    Action Figures Claire (Claymore)
    Stare bene con me stessa

  • Leggere i seguenti libri:
  • -Ossessione, Stephen King
    -Cujo, Stephen King
    -Incubi e Deliri, Stephen King
    -Shining, Stephen King
    -La bussola d'oro, Philip Pullman
    -Paradisi artificiali, Charles Baudelaire
    -Ulisse, James Joyce
    -Il Cacciatore di acquiloni, Khaled Hosseini
    -Kafka sulla Spiaggia, Haruki Murakami
    -Al di là del bene e del male, Nietzsche
    -Come un romanzo, Daniel Pennac
    -La morte nell'anima, Paul Sartre
    -L'esistenzialismo è un umanismo, Paul Sartre
    -Al di là dei signi, Richard Matheson
    -Amrita, Banana Yoshimoto
    -Poesie, William Blake
    -Nelle terre estreme, Jon Krakauer
    -Buongiorno Los angeles, James Frey
    -La pioggia nera, Ibuse Masuji
    -Donne che si fanno male, Dusty Miller

    Citazioni

    Le cose più importanti sono le più difficili da dire. Sono quelle di cui ci si vergogna, poiché le parole le immiseriscono - le parole rimpiccioliscono cose che finché erano nella vostra testa sembravano sconfinate, e le riducono a non più che a grandezza naturale quando vengono portate fuori. Ma è più che questo, vero? Le cose più importanti giacciono troppo vicine al punto dov'è sepolto il vostro cuore segreto, come segnali lasciati per ritrovare un tesoro che i vostri nemici sarebbero felicissimi di portare via. E potreste fare rivelazioni che vi costano per poi scoprire che la gente vi guarda strano, senza capire affatto quello che avete detto, senza capire perché vi sembrava tanto importante da piangere quasi mentre lo dicevate. Questa è la cosa peggiore, secondo me. Quando il segreto rimane chiuso dentro non per mancanza di uno che lo racconti ma per mancanza di un orecchio che sappia ascoltare.
    Stephen King

    Attento a cosa chiedi quando preghi perché potresti ottenerlo.
    Stephen King

    È la storia, non chi la racconta.
    Stephen King

    Forse è solo lo spirito della massa. Dare addosso all'individuo.
    Stephen King

    Il Ka è una ruota.
    Stephen King

    Io non miro con la mano; colui che mira con la mano ha dimenticato il volto di suo padre.
    Io miro con l'occhio.
    Io non sparo con la mano; colui che spara con la mano ha dimenticato il volto di suo padre.
    Io sparo con la mente.
    Io non uccido con la pistola; colui che uccide con la pistola ha dimenticato il volto di suo padre.
    Io uccido con il cuore.
    Stephen King (La Torre Nera)

    La gente ci tiene tanto a sapere perché scrivo roba così truculenta. Mi piace dire che è perché ho il cuore di un ragazzino... Lo tengo in un barattolo sulla mia scrivania.
    Stephen King

    I tuoi amici. Sono come quelli che ti annegano attaccandosi alle gambe. Non puoi salvarli. Puoi solo annegare con loro.
    Stephen King

    Qualche volta leggi per il gusto della storia: non fare come quegli snob che si attaccano alla forma. Qualche volta leggi per il piacere delle parole: non fare come quei timorosi che hanno paura di non capire. Ma quando trovi un libro che ha insieme una bella storia e un bel linguaggio, tienilo a cuore.
    Stephen King

    E piangere senza sapere perché aveva l'odore sgradevole dell'anticamera di un manicomio.
    Stephen King

    Forse non esistono nemmeno amici buoni o cattivi, forse ci sono solo amici, persone che prendono le tue parti quando stai male e che ti aiutano a non sentirti solo. Forse per un amico vale sempre la pena avere paura e sperare e vivere. Forse vale anche la pena persino morire per lui, se così ha da essere. Niente amici buoni. Niente amici cattivi. Persone e basta che vuoi avere vicino, persone con le quali hai bisogno di essere; persone che hanno costruito la loro dimora nel tuo cuore.
    Stephen King

    L'essere che, sotto il letto, aspetta di afferrarmi la caviglia non è reale. Lo so. E so anche che se sto bene attento a tenere i piedi sotto le coperte, non riuscirà mai ad afferrarmi la caviglia.
    Stephen King

    Quando la nera mietitrice verrà a prendermi, probabilmente le dirò "Aspetta! Aspetta! Devo raccontarti quella del tizio che...". E così via. Bla bla bla...
    Stephen King

    La verità comincia dalle bugie.
    Dr House

    Tu cosa preferisci? Un medico che ti tenga la mano mentre muori o un medico che ti ignori mentre migliori?! Certo che sarebbe davvero terribile un medico che ti ignora mentre muori.
    Dr House

    Buongiorno malati! Io sono un abilitato, un diagnosta, cronicamente annoiato con duplice specializzazione in malattie infettive e nefrologia, nonchè l'unico medico che lavora qui contro la sua volontà. E' così, no?! Ma niente paura, per molti di voi per fare il mio lavoro basterebbe una scimmia con una scatola d'aspirina. A proposito, se siete particolarmente seccanti mi vedrete prendere questo, è Vicodin, è mio, non potete averlo! Oh no, non ho il problema del controllo del dolore, è proprio il dolore il mio problema. Ma chi lo sa, magari mi spaglio...Forse sono troppo impasticcato. Allora, chi sceglie me? E chi preferisce aspettare uno degli altri due?
    Dr House

    "Il tempo cambia le cose"
    "E' quello che dicono, ma non è vero. Reagire cambia le cose. Non fare nulla le lascia come sono"
    Dr House

    "Non ci sono risposte sbagliate, perchè non ci sono risposte giuste"
    "Sbagli. E' che non le conosciamo"
    Dr House

    La vita è una serie di persone, una serie di stanze. Le persone con cui siamo rinchiusi entrano a far parte di quelle della nostra vita.
    Dr House

    Non è una linea sottile quella tra amore e odio. Al contrario, è una grande muraglia cinese con sentinelle armate ogni sette metri.
    Dr House

    L'amore? Che cos'è, quella cosa che ti gonfia i pantaloni?
    Dr House

    La pioggia che incessante continua a cadere laverà via ogni cosa... odio, tristezza, rimorso e persino le colpe. Il rosso non è più il colore del sangue ma quello del sole che sorge, un sole che solo i vivi potranno vedere e che li condurrà verso una nuova speranza per il domani.
    Gojio - Saiyuki

    ‘Rinunciare a tutto ’. Per questa espressione. Sono le parole che mi ha lasciato il mio maestro. Ossia vivi senza legami, senza essere schiavo di nessuno. Tuttavia chi può dire se sia giusto vivere rinunciando a tutto. Io ho sempre creduto di essere giunto fin qui seguendo una mia personale interpretazione. Ma invece ciò a cui ero più incatenato era proprio l’espressione ‘Rinunciare a tutto’ in sé. Nessuna esitazione. Io ho il mio personale modo di vivere. ‘Rinunciare a tutto’ alla maniera di Genjo Sanzo.
    Sanzo - Saiyuki

    Le cose immutabili sono monotone dico bene? Assolutamente noiose...
    Kanzeon Bosatsu - Saiyuki

    Con una forza di cui posso andare fiero vivo per me stesso e solo per me stesso ho intenzione di morire. Non mi sacrificherò mai per qualcun altro poiché conosco la sofferenza di chi rimane in vita.
    Sanzo - Saiyuki

    Non affliggerti, la vita stessa è un disperato, inutile tentativo di resistenza.
    Sanzo - Saiyuki

    Gli dei non salvano, gli dei non proteggono. Solo ciascuno di noi può salvare se stesso fuggendo o battendo il nemico. Se tu dovessi morire nulla cambierebbe, ma se tu continuassi a vivere qualcosa potrebbe cambiare.
    Sanzo - Saiyuki

    Se non si ha uno scopo nella vita anche la libertà perde di significato.
    Homura - Saiyuki

    Se incontri un Buddha, uccidilo.
    Se incontri un tuo antenato, uccidilo.
    Non avere legami, non essere schiavo di nessuno.
    Vivi unicamente per la tua vita, senza avere legami, senza essere schiavo di nessuno.
    Sanzo - Saiyuki

    Se questo luogo si fosse trovato nelle profondità della terra non avrei mai desiderato il sole... Se questo luogo si fosse trovato nelle profondità della terra non avrei mai conosciuto la libertà e la solitudine.
    Son Goku - Saiyuki

    Per che cosa combatto, è questo che vuoi tanto sapere?! La risposta mi sembra ovvia… Io combatto unicamente per me stesso!
    Son Goku - Saiyuki

    Perché perché perché perché perché... Ho l'impressione che sulla terra sprechiate troppo tempo a chiedervi perché.
    Danny Boodman T.D. Lemon Novecento - La Leggenda del Pianista sull'Oceano

    Sono sempre stato il maestro di me stesso. E devo confessare che sono sempre stato anche il mio allievo preferito. Forse era una piccola cospirazione, fra maestro e discepolo.
    Lestat - La Regina dei Dannati

    Questa è la tua vita e sta finendo un minuto alla volta.
    Fight Club (film)

    In un arco di tempo abbastanza lungo l'indice di sopravvivenza di un individuo scende a zero.
    Fight Club (film)

    Omicidi, crimini, povertà. Queste cose non mi spaventano. Quello che mi spaventa sono le celebrità sulle riviste, la televisione con cinquecento canali, il nome d'un tizio sulle mie mutande, i farmaci per capelli, il viagra, poche calorie.
    Tyler Durden - Fight Club (film)

    I nostri padri per noi erano come Dio, se loro se la svignavano questo cosa ti fa pensare di Dio? Stammi a sentire, devi considerare la possibilità che a Dio tu non piaccia, che non ti abbia mai voluto, che con ogni probabilità Lui ti odi, non è la cosa peggiore della tua vita! Non abbiamo bisogno di Lui! Al diavolo la dannazione e la redenzione, siamo i figli indesiderati di Dio? E così sia!
    Tyler Durden - Ft Club (film)

    Siamo cresciuti con la televisione che ci ha convinto che un giorno saremmo diventati miliardari, miti del cinema, rock stars. Ma non è così. E lentamente lo stiamo imparando. E ne abbiamo veramente le palle piene.
    Tyler Durden - Fight Club (film)


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